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Soverato – Marcia della Pace …bisogna adottare atteggiamenti di armonia e non di arroganza o mafiosità!

31 gennaio 2013 by Maria Luisa 3.484 Comments »

Con grande orgoglio Soverato ha ospitato  la tradizionale  “Marcia della Pace”, promossa dalla “Commissione diocesana Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato”, in collaborazione con parrocchie, centri, uffici, movimenti ed associazioni dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Davvero tanta la moltitudine di persone che ha partecipato alla marcia, diversa per età e appartenenza. Punto d’incontro della “Marcia della Pace” è stato il piazzale adiacente l’Istituto Tecnico Commerciale intorno alle 18,30 da dove è proseguita per Via Amirante, Corso Umberto, Via San Giovanni Bosco, Piazza Maria Ausiliatrice concludendo il cammino nella parrocchia “Santa Maria Immacolata”. Alla manifestazione ha partecipato tantissima gente giunta anche dal comprensorio, diversa per età e appartenenza. Alla guida del corteo, l’Arcivescovo Metropolita Vincenzo Bertolone, il Vicario Generale Mons. Raffaele Facciolo, il parroco di Soverato Don Paolo Zamengo, il Prefetto di Catanzaro, Antonino Reppucci, il Sindaco di Soverato, Leonardo Taverniti. Tra i tanti striscioni, il più grande, con lo slogan dell’evento “Beati gli Operatori di pace”, ha fatto da capofila ed è stato esibito per le strade della città. Il tema per la 46° giornata mondiale della pace è stato scelto da papa Benedetto XVI. Tra i presenti il direttore dell’istituto Salesiano di Soverato, don Gino Martucci; quasi tutti i parroci dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace; le Figlie di Maria Ausiliatrice di Soverato; moltissimi sindaci della fascia jonica; per la provincia di Catanzaro, l’assessore Giacomo Matacera; per gli amministratori comunali di maggioranza: Sonia Munizzi, Emanuele Amoruso, Francesco Gualtieri, Salvatore Procopio, Salvatore Modaffari; per la minoranza, tra i presenti, Antonio D’Amato. Presenti anche i rappresentanti dell’Esercito Militare, l’Arma dei Carabinieri di Soverato (tenente Francesco Gammone, luogotenente. Giuseppe Di Cello e maresciallo. Ciro Ascione); la polizia municipale di Soverato (Saia e Muraca) e di Davoli; il Pres. Avis di Soverato, Rocco Chiaravalloti e il pres. Avis di Petrizzi, Gianni Spadea; tante le associazioni presenti: Edelwaiss, Ordine di Malta, Avis, Boy Scouts, ex Allievi di Don Bosco, Movimento Apostolico, Oratori Salesiani di Soverato e dintorni. Sono stati proposti momenti di riflessione estratti anche dalla Costituzione della Repubblica Italiana. Mons. Bertolone si è soffermato moltissimo su quello che ha definito il frutto principale dell’amore: la pace, ed ha così proseguito: “Se nel nostro cuore c’è la semplice preghiera, possiamo costruire la pace. Quando parliamo di pace non dobbiamo pensare solo a situazioni lontane da noi ma anche a situazioni vicine. Il male, i vizi e l’orgoglio sono la maniera negativa di pensare e spesso albergano nei nostri cuori. Cristo è venuto a portarci la pace. Tanto più cresce in noi la libertà interiore, tanto più cresce lo spirito di pace; quest’incontro è preparato di anno in anno, con tanta fatica, da una grande intuizione di Poalo VI. Per capire meglio è importante spiegare l’origine della parola pace: in origine indicava il saluto quotidiano praticato per secoli anche dai musulmani; pace significa perfezione. La pace è offerta a tutti gli uomini che Dio ama. Se prevalesse il male ci autodistruggeremmo tutti, infatti è il bene che prevale sul male; prevale la ragione e il buon senso e soprattutto, continua il Vescovo, bisogna adottare atteggiamenti di armonia enon di arroganza o mafiosità. Un richiamo preciso è stato fatto ai quattro pilastri di cui parlò Giovanni XXIII nella lettera enciclica “Pacem in Terris”: Pace, libertà e gioia hanno la stessa radice: la pace nasce dalla libertà interiore ed esteriore che, in un cuore libero produce gioia. Mi rivolgo ai giovani qui presenti, che sono tanti, sappiate che i sogni e le ambizioni non ci appagan; tutte le cose, per quanto importanti, sono tutte relative, ciò che conta veramente è la presenza di Dio in noi. Infine sono state accese quattro candele alla lampada di Betlemme come simbolo della luce che illumina il cammino della pace.

Maria Luisa Iezzi

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